ARTICOLO

Piccoli bagni, grandi racconti

Illusioni di spazio e approccio progettuale

Due progetti a confronto

Il bagno è spesso l’ambiente più trascurato nei progetti di uffici, studi professionali e talvolta anche nelle abitazioni, soprattutto quando le dimensioni sono ridotte.
Eppure, proprio nei pochi metri quadrati, il progetto diventa decisivo: ogni scelta conta, ogni dettaglio pesa, ogni errore si amplifica.

Un bagno piccolo non chiede soluzioni timide, ma idee chiare e interventi mirati.
Funzionalità ed estetica devono dialogare con precisione, trasformando il limite in opportunità.
In questo articolo metto a confronto due bagni di dimensioni contenute, molto diversi per contesto e atmosfera, ma accomunati dalla stessa intenzione progettuale: creare un’illusione di spazio e rendere il “bello” parte integrante della funzione.

Bagno dal sapore antico

Questo bagno è stato oggetto di un restyling radicale ma consapevole.

Il primo intervento ha riguardato la funzionalità: la porta a battente è stata sostituita con una scorrevole, eliminando ogni spreco di spazio utile. La doccia è stata ampliata fino a occupare tutta la larghezza del bagno, una scelta che migliora il comfort e, allo stesso tempo, alleggerisce visivamente l’ambiente.

Il vero elemento trasformativo è però la carta da parati, specifica per ambienti umidi, che riproduce una veduta del Ninfeo sotterraneo di Villa di Livia, oggi conservato al Museo Nazionale di Roma. La prospettiva dipinta guida lo sguardo in profondità, creando un’illusione ottica che dilata i confini e fa percepire il bagno più ampio di quanto non sia realmente.

Pareti e pavimento sono rivestiti in resina dai toni neutri: una superficie continua, silenziosa, che lascia emergere dettagli dal forte valore evocativo.

Il lavabo in pietra, lo specchio con foglia d’oro e i lampadari d’epoca raccontano frammenti di altre storie, restituendo a questo piccolo bagno un carattere intimo e senza tempo.

L’illuminazione completa il racconto con due punti luce distinti ma dialoganti. Un’applique in ferro, impreziosita da un delicato dettaglio a forma di uccellino — lo stesso soggetto presente nella carta da parati — crea una sottile continuità narrativa. A questa si affianca un lampadario stile Maria Teresa, con gocce di cristallo dai contorni frastagliati, che riflettono la luce e impreziosiscono l’ambiente.

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Bagno studio professionale

In questo studio professionale il bagno, semplicemente, non esisteva. È stato progettato da zero, ricavando uno spazio estremamente compatto ma completamente funzionale.

Proprio a causa delle sue dimensioni ridotte, il progetto ha seguito una logica chiara e decisa: trasformare il limite dimensionale in identità.

La scelta più forte è stata quella di rivestire tutte le pareti e il soffitto con una carta da parati a tema giapponese, creando un effetto “scatola” avvolgente. Anche in questo caso, la carta da parati diventa uno strumento progettuale: il paesaggio continuo elimina le interruzioni visive e genera un’illusione di profondità, facendo percepire lo spazio come più ampio e coerente. Nei bagni piccoli, evitare frammentazioni e soluzioni timide è spesso la strategia più efficace.

L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nella percezione dell’ambiente. Le applique vintage in vetro firmate A. Lupi diffondono una luce morbida e avvolgente, valorizzando i materiali e accompagnando il disegno complessivo senza sovrastarlo.

Un bagno poco visibile, ma non per questo secondario: anche qui, la cura dei dettagli diventa parte integrante del progetto, contribuendo a definire l’identità dello studio e la qualità dell’esperienza quotidiana.

Considerazioni finali,
come valorizzare un bagno piccolo

Questi due progetti dimostrano che un bagno piccolo può diventare uno spazio sorprendente se affrontato con un pensiero progettuale chiaro.

Alcuni principi emergono con forza:

● Lavorare sulla continuità visiva di materiali e rivestimenti

● Usare carta da parati, colore o decorazione come strumenti per ingannare l’occhio

● Scegliere pochi elementi, ma con carattere

● Progettare l’illuminazione come parte integrante dello spazio

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