ARTICOLO
Uno sguardo oltre il “già visto”
Cersaie 2026: colori, materiali e nuove possibilità
per dare un’anima unica a ogni casa.
Cersaie 2026: prime impressioni
Visitare Cersaie significa immergersi in uno dei panorami più ricchi dedicati alla ceramica e ai materiali per l’architettura e l’interior design. Un’occasione preziosa per osservare le novità del settore, incontrare produttori e scoprire nuove possibilità per i progetti futuri.
Eppure, quest’anno, il mio percorso è iniziato con una sensazione contrastante.
Tra grandi stand, superfici importanti e rivestimenti dai formati sempre più generosi, ho avuto inizialmente l’impressione di trovarmi davanti a proposte già viste. Materiali raffinati, certamente, ma spesso accomunati da un’estetica piuttosto omogenea, in cui non sempre è facile riconoscere una personalità precisa.
Le grandi lastre, le texture neutre e le superfici dall’effetto naturale continuano ad avere un ruolo importante nel progetto contemporaneo. Ma, osservandole una dopo l’altra, mi sono chiesta dove fosse finito quel dettaglio capace di sorprendere, quella scelta meno prevedibile che rende uno spazio riconoscibile, diverso da tutti gli altri.
Ma continuando a esplorare la fiera, senza fermarmi alle prime impressioni, ho trovato gli spunti più interessanti.
Il ritorno del colore, del decoro e dei piccoli formati
A catturare la mia attenzione sono stati soprattutto i produttori che stanno riscoprendo un linguaggio più libero, fatto di colore, decorazione e ricerca sulla materia.
Ho incontrato piastrelle di piccolo formato, geometrie meno convenzionali, superfici smaltate e maioliche dipinte a mano. Materiali che sembrano allontanarsi dalla ricerca della perfezione seriale per recuperare qualcosa di più espressivo: la variazione cromatica, il segno della lavorazione, la bellezza di una superficie che non è mai completamente uguale a un’altra.
Anche il colore ha avuto un ruolo importante in questa ricerca. Non soltanto come elemento decorativo, ma come vero e proprio strumento progettuale: tonalità studiate, accostamenti inaspettati, sfumature capaci di trasformare la percezione di un ambiente.
È una direzione che trovo particolarmente interessante. Dopo anni in cui il minimalismo, i toni neutri e le superfici dall’aspetto essenziale hanno dominato molti interni, tornare a considerare il decoro come parte integrante dell’architettura apre nuove possibilità.
Non si tratta di riempire gli spazi di elementi decorativi, né di rinunciare alla semplicità. Si tratta, piuttosto, di capire quando un colore, una forma o un rivestimento possono aggiungere qualcosa al progetto.
Un esempio concreto di questo approccio lo trovi in questo mio progetto.
L'artigianato come possibilità progettuale
Tra le scoperte più stimolanti ci sono state le realtà produttive più piccole, italiane e internazionali, che lavorano con una sensibilità vicina alla tradizione artigianale.
Le maioliche dipinte a mano, le superfici decorate e i formati meno consueti raccontano un approccio al materiale che lascia spazio alla ricerca e alla personalizzazione.
In alcuni casi, la decorazione può essere sviluppata insieme all’artigiano, partendo da un tema, un’immagine o un’idea del progettista. Il rivestimento smette così di essere un prodotto scelto semplicemente da un catalogo e diventa parte di un processo creativo condiviso.
È un aspetto che mi interessa molto: la possibilità di lavorare con un produttore per trovare una soluzione pensata per uno spazio specifico, anziché adattare il progetto a un materiale già definito.
La tradizione artigianale italiana, con la sua conoscenza della materia e la cura delle lavorazioni, offre in questo senso un patrimonio prezioso. Ma è stato interessante osservare anche alcune proposte straniere, capaci di reinterpretare forme e tecniche con linguaggi contemporanei.
Per me, la ricerca non significa necessariamente scegliere il prodotto più raro o più costoso. Significa conoscere ciò che esiste, saper riconoscere le potenzialità di un materiale e capire come utilizzarlo nel modo più coerente con il progetto.
A questo proposito, ti racconto in questo articolo un mio progetto in cui il pavimento diventa un intreccio di materiali, epoche e funzioni.
Il materiale giusto nasce da un progetto su misura
La visita al Cersaie mi ha ricordato quanto sia importante conoscere il mercato per poter progettare con consapevolezza.
Una fiera permette di osservare in pochi giorni un’enorme varietà di prodotti, tecnologie e linguaggi. È un’occasione di aggiornamento fondamentale: ciò che non conosciamo difficilmente potrà entrare nelle nostre idee e diventare una possibilità da proporre al cliente.
Ma conoscere i materiali è soltanto il primo passo. Il secondo è saperli scegliere.
Quando si affronta una ristrutturazione, soprattutto di un appartamento privato, è facile ricadere in soluzioni già sperimentate, affidandosi a ciò che è più disponibile o immediatamente riconoscibile. Il rischio è quello di ottenere ambienti curati, ma privi di un carattere davvero personale.
Credo invece che ogni casa meriti una ricerca specifica.
A volte basta un rivestimento particolare in bagno, una parete decorata, una composizione di piastrelle colorate o un pavimento dal disegno inaspettato per dare identità a uno spazio. Non serve utilizzare materiali speciali ovunque: è spesso sufficiente individuare uno o due elementi significativi e costruire intorno a essi un equilibrio.
È questo il valore di un progetto di interior design su misura: mettere in relazione le caratteristiche dell’immobile, i desideri di chi lo abita, le esigenze funzionali e le possibilità offerte dai materiali.
La creatività dell'architetto: dare forma a un'identità
La scelta di un materiale non dovrebbe essere un gesto isolato, ma una decisione inserita in una visione più ampia.
Per questo considero importante il dialogo tra architetto, cliente e produttore. Collaborare con le aziende, approfondire le possibilità di una collezione, cercare un formato particolare o immaginare una decorazione personalizzata richiede tempo e curiosità. Significa andare oltre la prima soluzione disponibile e chiedersi se esista qualcosa di più adatto a quel progetto.
È un lavoro di ricerca che contribuisce a renderlo speciale.
Nel mio lavoro di architetto a Bologna, accompagno i clienti proprio in questo percorso: dalla definizione delle esigenze alla ricerca delle soluzioni più adatte, fino alla progettazione degli ambienti e alla scelta dei materiali. Ogni casa ha una storia, e il mio obiettivo è tradurla in spazi funzionali, armoniosi e capaci di rispecchiare chi li vive.
La visita al Cersaie 2026 è stata, in questo senso, un promemoria importante: per progettare spazi autentici bisogna continuare a guardare, cercare, confrontare e, soprattutto, saper scegliere.
Perché un materiale non è mai soltanto una superficie da rivestire. Quando entra in relazione con lo spazio e con le persone, può diventare parte della storia di una casa.
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